Ortona dei Marsi

Il nome probabilmente da una voce osca hurz, orto, recinto sacro. (C.LETTA). Sorto, come centro medievale, durante le invasioni barbariche (con l'aggregazione di circa dieci ville o casali), nel 1173 Ortona dei Marsi risultava feudo di Rinaldo conte di Celano (un feudo di ben otto militi, circa duecento abitanti). Nel 1269 essa veniva donata da Carlo d'Angió ai conti Cantelmo, sotto la cui giurisdizione rimase per circa mezzo secolo, fino a quando, nel 1314, gli stessi Cantelmo la cedettero (insieme con Carrito) a Giacomo Piagnone. Tornata successivamente sotto i Cantelmo, vi rimase fino al 1579, anno in cui il territorio fu venduto a Fabio degli Afflitti di Alfedena e, qualche anno dopo (nel 1602) al barone Giovanni Fibbioni di L'Aquila. Ceduta da costui al barone Francescantonio Paolini di Magliano, passó a Francesco Massimi (marito di Petronilla Antonia Paolini); quindi, fu trasmessa ai Berardi. La fine del XVIII secolo fu caratterizzata da disordini e tumulti connessi con l'invasione francese del meridione: il 10 febbraio di quell'anno venne assalita e saccheggiata la casa del notaio Filippo Buccella, accusato di essere «attaccato alla Nazione Francese».
 
Nel 1820 in Ortona si costituí la «vendita» carbonara intitolata a Poppedio Silone; anche le successive vicende risorgimentali videro Ortona solidale con le idee liberali. Risparmiata dal terremoto del 1915, Ortona è oggi un paesino tranquillo, forse anche troppo. L'esodo di gran parte dei suoi abitanti è il fenomeno piú negativo di questo secolo, ma rappresenta ormai il destino di quasi tutti i paesi della montagna abruzzese. E Ortona dei Marsi non fa eccezione a questa regola. 
 
 
CENNI ARTISTICI
 

Posta sulla cresta di un monte e serrata entro una doppia cinta muraria, è un antico centro d'altura d'origine militare. Vi si notano alcune abitazioni con elementi gotici (bifore e trifore trecentesche); la bella chiesa parrocchiale di S.Giovanni; i ruderi dell'antico castello.

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